< Gianni Celati
 

     

Principali mostre personali

Principali mostre collettive

Giudizi critici

 
  Biografia  
 

Gianni Celati nasce a Ferrara nel 1936, si diploma in ragioneria ed ottiene un posto in banca, ma la sua vera passione e attitudine  per l'arte e, negli spazi che il lavoro gli concede, disegna, dipinge e partecipa a concorsi e mostre, attivita' che lo porta a decidere di dedicarsi interamente all'arte. Lascia il lavoro e si iscrive all'Istituto Superiore d'Arte Venturi di Modena e poi all'Accademia di Belle Arti di Bologna dove ha come maestri Guidi e Mastroianni. Nel 1962 si trasferisce a Roma: in quegli anni ricchi di esperienze ed incontri significativi come De Chirico e Gentilini, lavora come scenografo al Teatro dell'Opera e viene assunto in uno studio di grafica pubblicitaria. Ma i ritmi forzati del mondo pubblicitario non rendono possibile lo sviluppo della sua arte, tanto che decide di accettare un impiego come insegnante d'arte ed abbandonare la pubblicita'. Da allora concilia tale professione all'attivita' artistica, organizzando mostre personali in Italia ed all'estero ottenendo consensi di critica e pubblico. All'inizio degli anni 80 riprende l'attivita' scultorea interrotta; nelle sue attuali mostre si puo' infatti ammirare sia il pittore quanto lo scultore, in un compendio armonioso ricco di materiali scultorei diversi, quadri e linee grafiche.

 
 
   

 
 

 

 
 

Principali mostre personali

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1961 - Circolo Artistico, Bologna

 
 

1963 - Galleria d'Arte Due Torri, Bologna

 
 

1965 - Arte Scaligera, Verona

 
 

1967 - Galleria Europa, Bologna

 
 

1969 - Galleria II Bulino, Ferrara

 
 

1970 - Galleria Europa, Bologna

 
 

1971 - Galleria Estense, Ferrara

 
 

1972 - Galleria La Radice, Belluno

 
 

1974 - Centro Culturale Galleria dell'Artista, Foggia

 
 

1975 - Galleria Michelangelo, Roma

 
 

1975 - Galleria Guidarello, Ravenna

 
 

1975 - Centro Culturale S. Rocco, Este

 
 

1976 - Galleria Comunale d'Arte Contemporanea, Este

 
 

1977 - Galleria Opsicella, Monselice

 
 

1978 - Galleria Alba, Ferrara

 
 

1979 - Centro Culturale 4 Cantorni, Oderzo (TV)

 
 

1979 - Galleria Bolzicco Art, Portogruaro

 
 

1979 - Galleria Civica 3 Giulio Romano, S. Benedetto Po

 
 

1981 - Fiera Internazionale d'Arte Contemporanea, Bari

 
 

1983 - Centro Culturale Dell'Artista, Foggia

 
 

1984 - Palazzo delle Esposizioni, Madrid

 
 

1984 - Galleria Comunale Altamura (BA)

 
 

1985 - Galleria Benaco, Bardolino

 
 

1986 - Galleria Kuperion, Merano

 
 

1987 - Galleria Civica, Marzabotto

 
 

1988 - Centro Artistico Ariosto, Ferrara

 
 

1988 - Centro Culturale Drei Knige, Basilea

 
 

1989 - Galleria Benaco, Bardolino

 
 

1989 - Euro Art Expo, Roma

 
 

1991 - Galleria Comunale d'Arte Contemporanea, Ferrara

 
 

1992 - Denis Conley Gallery, Akron - Ohio, USA

 
 

1993 - Padiglione di Arte Contemporanea Palazzo Massari, Ferrara

 
 

1994 - Kulturzentrum, Kaufbeuren (Germania)

 
 

1995 - Galleria Comunale d'Arte Moderna, Bardolino

 
 

1996 - Palazzo Comunale Eccheli-Baisi, Brentonico

 
 

1998 - Denis Conley Gallery, Akron - Ohio, Usa

 
  1998 - Gallery Conley - Akron - Chicaco, Usa  
 

1999 - Arte Fiera, Bologna

 
 

1999 - "Sculture nel Parco", Casa Zappaterra, Ferrara

 
 

1999 - Arte Padova, Padova

 
  1999 - Arte Fiera, Bologna  
 

2000 - Arte Fiera, Ancona

 
 

2000 - Galleria Novantatre', Bologna

 
 

2002 - Denis Conley Gallery, Akron - Ohio, Usa

 
 

2002 - Arte Fiera, Forli'

 
  2003 - Unesco " Le acque e il fiume"  
  2005 - Fiera internazionale d'arte - Atlanta, Usa  
  2007 - Fiera Milano City, Italia  
 

 

 
 

Principali mostre collettive

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1960 - IV Biennale d'Arte Sacra, Bologna

 
 

1961 - II Internazionale della Tavoletta, Milano

 
 

1963 - VII Premio Marche, Ancona

 
 

1964 - VI Biennale d'Arte Sacra, Bologna

 
 

1964 - II Nazionale Acquarello Italiano, Milano

 
 

1965 - VII Premio Riviera del Cener�, Ancona

 
 

1966 - Arte Contemporanea in Emilia e Romagna, Museo Civico, Bologna

 
 

1966 - Natura Morta nell'Arte Contemporanea, Milano

 
 

1966 - Premio Modigliani, Boscoreale (Napoli)

 
 

1967 - Biennale delle Regioni, Ancona 1967 Premio Garda, Garda (Verona)

 
 

1967 - IX Premio Riviera del Conero, Ancona

 
 

1968 - Targa Estense, Ferrara

 
 

1969 - Premio Internazionale Garda, Garda (VR)

 
 

1970 - Quadriennale Europea, Palazzo delle Esposizioni, Roma

 
 

1970 - Nazionale Pittori Indipendenti, Padova

 
 

l971 - Premio Internazionale Brunellesco, Firenze

 
 

1972 - Premio Primavera, Foggia

 
 

1973 - Premio A. Manzoni, Cormano (MI)

 
 

1974 - Quadriennale Europea, Roma

 
 

1975 - Premio Internazionale Citta' di Reggio

 
 

1976 - Premio Citta' di Asti

 
 

1977 - Premio Primavera, Foggia

 
 

1978 - Premio Nazionale Piccolo Formato, Oderzo (TV)

 
 

1978 - Premio Nazionale L. Vanvitelli, Caserta

 
 

1980 - XI Mostra Internazionale, Basilea

 
 

1982 - Art Expo NY, New York Coliseum

 
 

1982 - XIII Mostra Internazionale, Basilea

 
 

1982 - Mostra Nazionale di Pittura e Scultura, Bologna

 
 

1983 - ARCO, Fiera Internazionale d'Arte Contemporanea, Madrid

 
 

1983 - Expo Arte, Fiera Nazionale Citta' di Bari

 
 

1983 - Art Expo NY, New York Coliseum

 
 

1983 - XIV Mostra Internazionale d'Arte, Basilea

 
 

1984 - Fiera Nazionale d'Arte di Bari

 
 

1984 - Fiera Internazionale d'Arte Contemporanea, Madrid

 
 

1985 - Arte Contemporanea Arco 85, Madrid

 
 

1986 - The 3rd International Contemporari Art Fair, London Olimpia

 
 

1987 - Art Expo NY, New York Coliseum

 
 

1990 - Euro Art Expo, Verona

 
 

1993 - Denis Conley Gallery, Akron - Ohio, USA

 
 

1995 - 3 italian artist, Gallery 754, Akron - USA

 
 

1997 - Arte Fiera, Bologna

 
 

1997 - Arte Padova, Padova

 
 

1997 - Arte Fiera Contemporanea, Forli'

 
 

1997 - Arte Fiera, Palermo

 
 

1999 - Galleria "Les amis de l'art", Montecarlo

 
 

1999 - Arte Fiera, Berna

 
 

2000 - Arte Fiera Contemporanea, Carrara, Italia

 
 

2000 - Arte Padova, Padova

 
 

2000 - "Il Sacro nel Contemporaneo", Palazzo Ducale, Sabbioneta (MN)

 
 

2001 - Arte Fiera Contemporanea, Forli'

 
 

2002 - Galleria Novantatre', Bologna

 
 

2003 - Artexpo New York, New York

 
  2005 - Fiera internazionale di Chicago, Usa  
  2007 - Fiera di Parma, Italia  
  2007 - CAMBI- Casa D'aste, Italia  
 

 

 
  Le opere di Gianni Celati si trovano in enti pubblici, musei e collezioni private  
  Assessorato alle Istituzioni Culturali di Ferrara  
  Ente Provinciale per il Turismo di Ancona  
  Comune di Garda, Verona  
  Pinacoteca Club degli Artisti, Foggia  
  Palazzo Municipale Citta' di Este, Padova  
  Comune di Altamura, Bari  
  Comune di Kaufbeuren, Germania  
  Cassa di Risparmio di Ferrara  
  Second National Bank of Warren, Ohio (USA)  
  Provveditorato agli studi di Ferrara  
  Assessorato alla Cultura del Comune di Portomaggiore, Ferrara  
  Galleria Museo Denis Conley, Akron - Ohio (USA)  
     
 

Giudizi Critici

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Dopo Arte-Fiera nel 1999, Gianni Celati, lo scultore ferrarese, non lo scrittore, si ripresenta a Bologna con una breve antologica. Lui, che  proprio in citta' nei primi anni '60 espose le prime opere, ripropone oggi, rimanendo coerente alla sua ricerca, una scelta di sculture a piccole dimensioni, disegni in cui l'uomo, la donna, la coppia, ma anche il corpo, e il volto, permangono temi esistenziali e costanti della sua riflessione formale.

 
 

"Figura giacente", "Gli amanti", "Incontro": dalla semplice figura allungata in cui i volumi chiusi e pieni sono definiti da una linea tesa, quasi nervatura a vista - ad un gioco sempre piu' complesso in cui la coppia o la triade in un'alternativa di volumi compressi, tesi, modulati, giocano con il vuoto. L'archetipo, la non - identita' dell'uomo, nelle sculture di Gianni Celati, si purifica nella manipolazione della forma attraverso un utilizzo di materiali lisci, lucidi patinati. La conoscenza sapiente della lavorazione dell'argilla, la fusione del bronzo fino all'utilizzo del marmo-cemento ci riconfermano la sua adesione ad una sensibilita' materica - e anche continuita' con il manufatto di tradizione locale.

 
 

Ma dalla figurazione di ispirazione organica, sempre sottesa alla elaborazione formale, la stilizzazione rimane l'obbiettivo primario. Il ritmo compositivo, il gioco delle torsioni ma anche e soprattutto l'evidenza dei profili e dei vuoti, determinano la qualita' delle sue composizioni. Il tutto sottolineato dall'utilizzo di colori - bianco-nero-bronzo dorato - che evidenziano l'essenzialita' del suo linguaggio tridimensionale.

 
 

Dalla natura alla storia, Celati non dimentica quella capacita' di plasmare direttamente la materia, senza lasciare pero' traccia incisiva ed espressionista sulla forma: nell'era tecnologica e virtuale, o tra i linguaggi contemporanei dove l'oggetto ed il materiale esprimono spesso solo se stessi in un linguaggio autoreferenziale, Gianni Celati continua a far arte con la coscienza del linguaggio primario della forma, recuperando l'antico "sapere" delle lavorazione, del contatto diretto con la materia. E ci sorprende, inaspettatamente, come nei disegni, nelle prove grafiche per le sculture pur continuando a utilizzare la linea come mezzo espressivo riesca, nel gioco delle trasparenze, delle velature, insieme alla sicurezza del tratto, a concretizzare la stessa poetica - enigmatica, ambigua, a tratti inquietante - che persegue nella ricerca tridimensionale. E al di la' della forma? Assisteremo ad una prossima mutazione o cambiamento di rotta?

 
 

Nuovi lavori, e altre sperimentazioni in atto celo fanno supporre, dalle "Spirali" al "Rotolo del tempo" ma fermiamoci all'oggi e aspettiamo gli eventi futuri. (Maria Grazia Diana)

 
     
     
 

Presentare l'opera di Gianni Celati mi porta a qualche riflessione. Alla fine della prima guerra mondiale le avanguardie storiche prorompono. Si tratta di famosi artisti che conoscono assai bene i grandi secoli e la storia della tradizione e tuttavia sperimentano nuovi mezzi espressivi e riflettono sulle possibilita' di un'arte essenziale: la natura, si dice,  in continua trasformazione ma esistono forme naturali che valgono per ogni tempo, dove le mutazioni si placano nella forza dirompente dell'idea-base. Quell'idea base di estrema semplicita', ci entra dentro all'improvviso, ci rassicura, ci lega a tutto cio' che ci ha preceduto e a cio' che verra'. Si abbandona, anche nella scultura, il ritratto. Occhi, naso, bocca non sono necessari, anzi impacciano, se ci si vuole invece fermare sulle idee-forza, sul dinamismo interno prorompente, sul trasformarsi continuo di qualche cosa che nel sottofondo,  invece sempre identico a se stesso. Mi sembra che nelle sue diverse espressioni artistiche Celati parta da questi presupposti e con raffinata intelligenza e sensibilita', crei forme e figure dove l'anatomia tradizionale resta come sufficiente punto di riferimento, ma il simbolismo della vita diventa predominante. Una figura modulare che non significa l'episodio transeunte di una unita' umana, di cronaca, chiusa in un tempo e in uno spazio ristretto, angusto, limitato, contingente, ma la forma quintessenziale, unica, carica di potenzialita' infinite e di una commovente virtualita'. Cioe', la "donna", "l'uomo" universale, nella scoperta di una nuovissima architettura antropologica. La forma muliebre mutuata dal classicismo si realizza cosi' in una suprema sintesi astratto figurativa, sincronica e diacronica, passato e presente. I profili sono netti, precisi, armoniosi, racchiusi in forme geometriche flessuose, agili, sciolte, snelle, leggere, come contenuti in frammenti di sfera. Cosi' usava, in queste frammentarie geometrie, racchiudere i suoi santi, i suoi angeli, le sue madonne, l'Angelico o sistemare i suoi personaggi Piero della Francesca nel colmo della pittura italiana del Quattrocento. C'e' in questi simulacri una integra vita interiore, un "racconto" appena accennato, un'esile ma folgorante trama di vita; allusioni sintetiche che si mutano in una specie di figurativismo magico dove continuamente interagisce una vivace fantasia creatrice, instancabile nelle sue continuamente rinnovate proposte. L'uomo, sia pure in modo cosi' moderno, torna al mito. C'e' tutto l'equilibrio classico ma anche, per chi riesce ad impadronirsene, la suprema liberta' della nostra epoca. Recupero della liberta': Celati esprime, se posso usare questo ossimoro, un ordine perpetuo, di metodo, fondamentale ma, nello stesso tempo, irrazionale. Si manifesta, in modo interamente suggestivo, qualche cosa di armonioso, di interiore che si concilia con la nostra lucida, coerente, a volte terrificante, saggezza moderna. Arte quella di Celati che suscita in noi pensieri semplici, primordiali, essenziali, istintuali, provenienti dall'antico: armonia, amore, bellezza, poesia, storia e forse rimpianto. (Luigi Serravalli)

 
     
 

Il visitatore che abbia occasione di vedere una mostra di Celati si trova immerso in un'affascinante atmosfera simile forse a quella di un palcoscenico, nel senso che le sculture di Celati abitano lo spazio dominandolo e reinventandolo come attori sulla scena. Ci si trova di fronte a delle creazioni plastiche che con la loro diversa materia illuminano, per cosi' dire, cio' che le circonda, spezzando la quotidianita' dello spazio stesso e insieme la sua prevedibile ripetizione. La materia puo' essere pietra, cotto, bronzo; la luminosita' e' ottenuta sia grazie a speciali patinature, sia grazie alla flessuosita' strutturale delle forme. Dentro questa docilita' apparente delle scelte plastiche riposa una lezione rigorosa, che nasce dalla confidenza con la migliore scultura figurativa del Novecento, ma abita anche un misterioso folletto tutto celatiano che sembra ammiccare a certi fantasmi oscuri, malinconici. Questi fantasmi prendono consistenza in alcune sculture in pietra che annunciano orizzonti meno sicuri delle altre, invitando a non separare nel cuore e nella mente "il gio'" dal "non ancora" e ad accettare filosoficamente la mescolanza di cio' che e' con cio' che vorremmo, senza farci intimidire dalla paura di cio' che non conosciamo e di cio' che ci sembra di avere da sempre conosciuto anche se non sappiamo dire che sia e da dove provenga, Gianni Celati si esprime nel linguaggio autentico della scultura, un linguaggio che interroga, perche' apre nuovi spazi allo sguardo e attraverso lo sguardo allarga Sa superficie di perlustrazione del sentimento e dell'intelligenza�. (Mario Cassali)

 
     

 

Gianni Celati, senza difficolta', dimostra subito una sensibilita' raffinata sia per l'esposizione del soggetto sia per la stesura della materia. Figure femminili, di impostazione anonima, ma appunto per questo in grado di rappresentare un ambiente senza confini, si stagliano sulle tele, che esprimono una volonta' di intervenire decisamente, rapidamente sul tema fissato.

 
 

Anche Celati sembra percorrere un itinerario di introspezione psicologica. In quelle forme immote, quasi statuarie, in atteggiamento imponente, pervase di una superbia fredda, attraverso le sbavature volute dal colore si possono indovinare pensieri e speranze che l'intimo umano sembra contenere gelosamente. Sono profili interessanti, ma non belli (la bellezza nel senso classico e' bandita in quanto superflua e colpevole di distrarre da questo processo introspettivo) che fanno convergere l'attenzione del visitatore, inducendolo a sostare. Che cosa avra' pietrificato quelle membra e quei volti? Senza dubbio Celati sembra rispondere che non sempre l'animo umano sa' rispecchiare esteriormente, e che pertanto nessuno puo' conoscere oltre la facciata, sentimenti ed apprensioni: in sostanza non si puo' giudicare. Questo agnosticismo estetico caratterizza (a pittura di Celati, sottile interprete del mondo misterioso del cuore umano. (Franc)

 
     

 

La sua prova pittorica e' piuttosto complessa nella genesi e fin da principio l'immagine si deposita - frutto di elaborata natura - su una sorta di intelaiatura tenue e come di sfocata leggenda, che costituira' poi lo sfondo del quadro. Vigoroso e' l'impegno formale, ricercate e drammaticamente imposte sulla superficie della tela le estrazioni coloristiche che appaiono nel contesto di doloranti e mutile pennellate. Par quasi di assistere alla mutilazione organica degli oggetti e alla scoperta di immaginifiche stratificazioni naturali. (Mario Sertoli)

 
     
 

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